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L'agricoltura Veronese in cifre

SETTORE ZOOTECNICO PROVINCIA DI VERONA


Settore Lattiero Caseario
Alcuni dati:
A Verona oggi il settore conta circa 1.000 allevamenti  per un totale di una mandria  di 44.500  vacche da latte con il 25% circa della produzione veneta; Verona produce   2,8 milioni di quintali di latte su un totale di 11,5 che produce il Veneto, che si colloca al terzo posto in Italia, dopo Lombardia ed Emilia Romagna, e segna il 10,7% della produzione nazionale.
Annata 2010
Il Comparto nel 2010 ha avuto un andamento discreto, dopo il 2009 dove le imprese hanno lavorato in perdita con ricavi ben sotto la soglia  di sopravvivenza. Grazie soprattutto alle performance di mercato del Grana Padano e dei formaggi D.O.P., il prezzo del latte è partito dai 33,156 Cent/Lt di gennaio per finire ai 38,5 Cent/Lt di novembre, consentendo alle imprese una boccata di ossigeno. Speriamo che il trend attuale si consolidi ulteriormente per consentire ai Nostri Allevatori di tornare ad investire nelle aziende.

Settore Avicolo
Alcuni dati:
Gli allevamenti avicoli sono in Veneto circa 2.100 di cui piu' di 1.000 a Verona, con il seguente indirizzo:
57% polli da carne, 3% galline ovaiole, 35% tacchini e 5% altri volatili (faraone,anatre, quaglie ecc.);
Andamento 2010
Dal momento che il  comparto è “regolato” praticamente da un regime di duopolio attraverso rapporti di soccida, l’andamento si mantiene discreto .

Settore suinicolo
Alcuni dati:
Gli allevamenti  di  suini i provincia di Verona  sono più di 200 di cui l’80% destinati all’ingrasso per un totale di 340.000 suini prodotti annualmente, quasi tutti destinati ai circuiti D.O.P.  dei Prosciutti di Parma e San Daniele.
Andamento 2010
L’annata per questo settore è stata in chiaro-scuro, purtroppo però più scuro che chiaro. A causa dello scarso potere contrattuale e  dell’aumento dei costi di produzione non si è riusciti ad avere una adeguata remunerazione, nonostante la disponibilità di prodotto sia stata in calo e la domanda stabile.

Settore cunicolo
Alcuni dati:
Attualmente in Italia vengono allevati circa 1.000.000 di fattrici /anno in circa 8.000 allevamenti di cui 1.500 "professionali", pari al 44% della produzione a livello comunitario;
Il Veneto detiene  oltre il 30% della produzione nazionale;
la provincia con la maggiore concentrazione di allevamenti e' Treviso con 200.000 fattrici e 10.000.000 di conigli, seguita da Padova e Verona  con rispettivamente 60.000 e 53.000  fattrici con 3.000.000 di conigli ciascuna;
Andamento 2010
L’andamento ha seguito fasi altalenanti per chiudere l’annata in modo positivo (più di 2 Euro/Kg di quotazione), si spera di consolidare l’attuale trend con una maggiore programmazione e promozione delle produzioni.

Settore bovini da carne
Alcuni dati:
A Verona oggi il settore conta più di 1.100 allevamenti  con almeno un capo per un totale di più 125.000 capi allevati annualmente.
Andamento 2010
Pur essendo questo comparto uno dei più organizzati (oltre all’avicolo), dove esiste più aggregazione e dove tutto sommato viene attuata una programmazione delle produzioni, non si riescono ad ottenere risultati soddisfacenti per gli allevatori.
Le cause principali sono la dipendenza cronica dalla Francia per l’approvvigionamento dei ristalli e la concorrenza dei Paesi d’Oltremanica.



SETTORE VITIVINICOLO

L’annata vitivinicola 2010 della provincia Veronese, dal punto di vista quantitativo è stata buona in quanto ha fatto registrare un +3,7% rispetto al 2009, per un totale di 4.250.000 q.li di uve da cui 3.090.000 ettolitri di vino.
Anche dal punto di vista qualitativo possiamo considerare il 2010 una buona annata anche se leggermente inferiore al 2009. Da sottolineare un aumento delle uve a bacca rossa che nel complesso stanno dando maggiore soddisfazione anche a livello economico.



SETTORE ORTOFRUTTICOLO

Buona annata contrassegnata da una stagione in ritardo e una primavera fredda dal punto meteo ma che non ha avuto eccessi termici quindi maturazione graduale prodotto senza eccessi punte. Primavera come una volta. quindi andamento normale
Questo ha portato diminuzione generale produzione ma anche buono perché caratteristiche organolettiche tutte bene evidenziate per maturazione graduale. Lenta ma costante.

Asparagi
Meno 10-15% di prodotto ma prezzi buoni.
Il caldo eccessivo dell’anno scorso aveva bruciato la stagione ma quest’anno gli 80 gg di commercializzazione ci sono stati tutti quindi prezzi per la prima cat. Sempre più di 2;00 all’origine.in media

Fragole
Annata molto buona – 15% di prodotti ma prezzi molto interessanti
Complice in questo caso il freddo intenso e abbondanti nevicate in nord Europa quindi favorito export Germania, Inghilterra ecc prezzi origine 1,60 % mai sotto

Melone
Dopo inizio difficile per freddo fino a tardi, la stagione molto interessante soprattu. Per second metà giugno e ttutto luglio.
All’origine 70-80 anche 1 euro

Ciliegie
Unica nota dolente della stagione. Eccesso di produzione per primavera molto tranquilla quindi quasi completa allegagione dei frutti con produzione + 20% ma frutti piccoli conseguentem. Prezzi molto bassi a orine forchetta tra 1 e 1,30 al kg (sotto costi produzione).

Pesche e nettarine
Meno 25% di produzione prezzi migliori della scorsa stagione ma al di sotto aspettative 45-55 cent al kg che è interessante rispetto allo scorso anno anche considerando la mancanza di prodotto si aspettavano un po’ di più quindi problema strutturale del prodotto.

Mele
Complice primavera molto fredda in nord europa ci sono inaspettatamente mercato molto pesante si è risvegliato con ripresa motlo forte consumi da marzo a giugno che ha esaurito gli stock – riserve quindi con la nuova annasta si è ripartiti senza prodotto quindi con una forte richiesta da acquirenti con prezzi molto interessanti anche per qualità che facevano preoccupare sopratt. A Vr  Golden 22-28 cent; granny smith 45-48 cent, rinnovato interesse da  industra acquisto per mele da pelare da industria. prezzi interessanti perché Polonia prodotto +40%

Kiwi
-         23% a livello naz. A Vr – 15-18% quindi prezzi interessanti

Pere
-         30% prodotto quindi prezzi alle stelle oltre 1 euro in campagna. Causa: crollo produzione in tutta Europa (tra cui italia crollo maggiore)


ORTICOLE

Anno interessante per radicchio che finisce a febbraio prezzi a origine dignitosi
Ma per altri prodotti orticoli c’è stato andamento appena al sopra dei costi di produzione tranne impennata ultima settimana di luglio per tre settimane perché caldo atroce aveva bruciato produzione di nord e sud insieme poi rientrato.
Contatti: verona@coldiretti.it
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